La Casta Stampata

Rispondo alla domanda fatta nei commenti del precedente post da Andrea. Rispondo rubando anche il titolo dell'omonimo libro. Cosi non ci sono dubbi. Chi vuole fare il giornalista ruba. Oltre alle notizie, ai segreti, agli attimi, ai documenti, anche la fiducia. La fiducia in chi legge. Spesso purtroppo chi fa informazione è il principale colpevole della disinformazione e questo per i motivi che tutti conosciamo e non serve certo che sia io ad illuminarvi. La domanda di Andrea in realtà è più mirata: a cosa serve un albo dei giornalisti?
La mia risposta è a nulla. Però non è vero che è stato istituito da Mussolini per i motivi logici a cui tu alludi. E' comunque vero che durante il fascismo o facevi parte del sindacato fascista o non scrivevi o facevi la fine del topo. Comunque se vuoi saperne di più vai QUI.
Per scrivere non serve nessun patentino o sindacato o ordine o disordine, tant'è che di bravi collaboratori non giornalisti professionisti ce ne sono a frotte nei giornali di tutto il mondo. Però far parte di un ordine ti permette ( o ti dovrebbe permettere) di fare il tuo lavoro con più garanzie, di avere un potere contrattuale nei confronti dell'editore, di non essere un semplice scribacchino, di poter raccontare zone e storie del mondo a cui forse non riusciresti ad avere accesso altrimenti. Far parte di un elenco permette ( o dovrebbe permettere) a chi legge di essere sicuro della genuinità e della bontà delle informazioni che sta ricevendo. Ora sappiamo anche qui tutti che non è proprio così. Quindi? Quindi io credo che un Ordine dei giornalisti ci debba essere ma che probabilmente invece di essere una casta volta a preservare se stessa, dovrebbe dare segnali forti di tutela del fruitore dell'informazione e soprattutto fare in modo che il quarto potere sia davvero una realtà nel nostro paese, in sostanza che i giornalisti siano i cani da guardia del potere e non i cani da lecco.

Ora chiudiamo la parentesi sanremese. Io non avrei mai fatto vincere uno che si chiama Giò Di Tonno e fatto arrivare Cammariere settimo, anche se con quella faccia triste che ha poverino se lo merita. Riguardo ai giovani non ho proprio nulla da dire. Idolo delle folle invece Tricarico per aver dimostrato di non farci ma di esserci. Pippo lo salvo anche se è vero come dite che ha rotto, avete ragione ma rimango dell'idea che sia stato meglio del solito. Non capisco proprio la repulsione di Andrea per Chiambretti.
Tatangelo sono felice che anche sul mio blog hai voluto ribadire il tuo amore per Gigi, del resto come si fa a non amare un campione del cuore come lui. Però se mi posso permettere cambia visagista perchè sembri sempre più vecchia, e forse anche dieta perchè dietro sta diventando ...one.
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+ commenti + 6 commenti

gabro
3 marzo 2008 10:16

Il problema non é Pippo Baudo che é vecchio...non sono neanche le canzoni...il problema é che la gente si aspetta chissá cosa e i dirigenti ci vogliono guadagnare il piú possibile...fa piú share tricarico strafatto che canta super stonato che una canzone ''standard''. C'é troppa aspettativa dietro a sanremo. Una volta che non c'era niente andava bene ma ora é uno schema piuttosto antiquato per fare ascolti record.

dema
3 marzo 2008 17:21

A me le canzoni sono piaciute. Non saranno il massimo ma son o state belle. La conduzione va cambiata, perchè semplicemnte è cambiato il pubblico (e le canzoni pure). Chiambretti è bravo, ma andrebbe benissimo al dopofestival secondo me, comunque era il meno peggio. Pippo deve andare in pensione, ormai ha fatto il suo corso. Io ci avrei visto bene Fiorello, che quest'anno ha sfondato con quel supervarietà dal titolo "2 minuti". Forse è stata la cosa più originale che ho visto negli ultimi anni in tv. Se non sbaglio poi, Baudo dovrebbe essere anche il produttore di sanremo, e se così fosse si spiegherebbe il flop assurdo di quest'anno.

dema
3 marzo 2008 17:28

Per quanto riguarda la storia dell'albo, ti ringrazio per la risposta e spero che altri dicano la loro, gisto per capirne di più....comunque sia, sono perfettamente d'accordo con te, ma mi è difficile capirlo nel contesto di oggi. Per esempio la rete è diventata un mezzo di informazione e controinformazione sempre più usato, e con lei i blog, le riviste on line ecc...Un giornalista, così come un blogger o un poeta, deve prendersi la responsabilità di quello che scrive. La rete è bella per questo, perchè se uno dice una puttanata, subito gli arrivano dozzine di mail di critica o di appunto...cosa che sappiamo non poter fare con i classici media....in questo contesto quindi, pensi che l'albo sia garanzia di "difesa" o "supporto" al giornalista in questione?O forse non dovrei considerare giornalista uno che scrive su riviste on line ecc...?Illuminatemi

dema
3 marzo 2008 17:37

Per quanto riguarda il fatto che i giornalisti a volte sono i principali portatori della disinformazione, è sicuramente vero, ma vanno disprezzate di più le persone che subiscono l'informazione piuttosto che il "giornalista infame" qui preso in esame. (tertulliano) Persegui la Verità, ma diffida da chi dice di averla trovata.

3 marzo 2008 19:02

Ho dato una risposta così lunga che ne ho fatto un post.

Claudio T.
5 marzo 2008 12:11

forza ragazzi, troviamo un lavoro qualcosa per andrea che non sa che cazzo fare della sua vita.

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