Un'ipotesi di senso

Solo ora capisco molte cose. Una su tutte il senso di inutilità che mi generava la vita degli altri. In fondo, sono solo “altri”. Capisco davvero la dimensione spazio e il concetto tempo. Capisco, anche quello che non so, ora lo capisco. Un senso di assoluta certezza di fronte al tutto, inteso come pieno e non più come immensità da riempire. Capisco l’importanza delle parole, soprattutto di quelle non dette. Non sono più alcune le cose che capisco ma tutte. Capisco che Dio non esiste ma è sempre esistito dentro di me, capisco che anch’io sono Dio. Capisco che non svilupperò più concetti come: dubbio, possibilità, errore, incertezza, vuoto, inadeguatezza.
Capisco l’assoluta ricchezza della povertà sensitiva in cui mi trovavo. Capisco solo ora il mondo che non ho più, e di questo “solo ora” ne capisco il perché.
Capisco, ora che sono morto, il senso del mio vivere.
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Claudio T.
18 marzo 2009 11:39

mi no go capio un cazzo

18 marzo 2009 13:45

E questo è il risultato.. lo capisci che non puoi tornare a casa alle 23, fingendo che tu sia stanco, per andare a toccarti nell'intimità della tua camera?!
In ogni caso, dopo, cascasse il mondo, NON metterti a scrivere.

Dio Brex. Se non è blasfema questa..

16 aprile 2009 10:13

l'hai mai visto il film "le vite degli altri"? un uomo cerca il senso della sua vita attraverso le vite di altre persone, appunto..

16 aprile 2009 23:03

Domani lo noleggio...

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