La legge del contrappasso



  • - Sei qui per te?
Cazzo no! Penso con la spavalderia di chi si sente eternamente giovane, quindi immune a tutto.
  • - No, per mio nonno.
Siamo in urologia, circondati da uomini che deambulano per i corridoi con un gonnellino bianco e un catetere che penzola da sotto, collegato ad una sacca trasparente che tengono in mano, piena di sangue e piscio e tu mi chiedi se sono qui per me? No cazzo che non sono qui per me! Sono l’unico con i pantaloni, con in mano un pacchetto di sigarette, con la faccia di chi non ha un tubo infilato nel pene. Direi che i segnali sono molti per capire che non sono qui per me.
  • - Niente di grave spero?!?. Dice con quel tono tra domanda e sentenza di morte.
Penso: ma a me chi me l’ha fatto fare di salutarti? Si e no ti ho vista al liceo di sfuggita a qualche assemblea, avremmo parlato più o meno due volte, l’unica cosa che mi ricordo è che si vociferava sul fatto che fossi lesbica. Ecco perché ti ho salutato, ecco perché mi sono ricordato del tuo viso comune. Sei lesbica! Insomma così dicevano, quindi dev’essere per forza vero…
  • - No, fortunatamente niente di grave, giusto un tagliando dovuto all’età.
Sorrido amabile con l’espressione di Rocco Siffredi quando racconta una barzelletta sulle monache di clausura. Non ride. Lesbica di merda. Rovini tutte le mie fantasie sulle lesbiche. Quelle bionde procaci, con i seni grossi che si avvinghiano tra loro nel fango. Va bene penso, saranno tutti questi uccelli al vento per cui è scattata una sorta di auto difesa meschina e maschilista. Adoro giustificare il me stesso cattivo, dargli delle attenuanti. In fondo sono sempre io.
Visto che non ride aggiungo:
  • - Tu come stai? Non sapevo fossi diventata medico. È un bel po’ che non ci vediamo. Chi l’avrebbe mai detto?
  • - Chi l’avrebbe mai detto cosa?. Fa lei.
  • - Di trovare una lesbica in mezzo ad un mare di cazzi! La “legge del contrappasso” ricordi? Dante, l’abbiamo studiato al liceo, oppure Innocenzo III nel “De Contemptu Mundi”, spiegando la caduta di Sodoma e Gomorra: “Perciò il Signore riversò una pioggia da sé, non pioggia d’acqua o di rugiada ma di zolfo e di fuoco, zolfo sul fetore della lussuria, fuoco sull’ardore della libidine, affinché la pena fosse il contrappasso della colpa”. Mi atteggio e faccio il grosso con la cultura. Dei discreti studi combinati ad una brutta giornata sono più pericolosi di Bin Laden su un autobus pieno di suore cristiane ortodosse.
Questo in un mondo magico e giusto, governato dal bene supremo in cui ogni uomo dispone di spavalderia e arroganza a proprio piacere, in cui lesbiche avvenenti copulano agli angoli delle strade e non esistono raschiamenti della prostata dovuti all’età né uomini in gonnella davanti alla macchina del caffè con in mano le oro urine insanguinate.
  • - Nel senso che chi l’avrebbe mai detto di ritrovarci qui. Insomma non è il luogo più allegro per incontrarsi…
  • - Bhu si, ma poi ci sia abitua a tutto. Forse ci vorrebbe una tinteggiata alla pareti con un colore più allegro.
Cara la mia lesbica frustrata, lo so io cosa ci vorrebbe a te! Tuona ancora la parte peggiore di me di cui non finisco mai di compiacermi.
In un mondo privo di tragedie, lutti, razzismo, lotte per la libertà sessuale potrei pure esternare liberamente questi pensieri senza essere frainteso e preso per mostro. Si ma in un mondo fatato le lesbiche che lottano nel fango non esisterebbero, sbotta ancora il mio Super io malvagio. Saresti disposto a rinunciare alla tua immagine delle lesbiche per la pace nel mondo?. Ha ragione lui. Mi vengono in mente i Griffin e tutte le battute sulle minoranze a cui ho riso, a cui non si può non ridere. Cazzo però non sono un mostro! Non farei mai del male a nessuno, sono per la libertà di pensiero e sessuale, se mio figlio mi dicesse di essere gay penserei: beh meglio gay che juventino, insomma sono uno apposto, non sono perfetto ma ragionevolmente perfettibile si. Perché allora mi accanisco con i pensieri sulle preferenze sessuali di questa quasi sconosciuta? Meglio tagliare mi dico, oggi il mio Lato Oscuro si è svegliato più in forma del solito.
  • - E si hai ragione, magari un bel verde speranza. Speranza di non capitare spesso da queste parti. Ora ti saluto perché devo proprio andare, mi scade il ticket del parcheggio. Ci vediamo eh!
  • - Mi ha fatto piacere-. Dice lei. – Stammi bene!. – Chiosa la stronza.
Immagino che ti abbia fatto piacere penso io, come una colica in piena notte mentre sognavi di limonare con Kate Perry. E complimentandomi per la sagacia meschina del mio lato malefico mi volto e delicatamente infilo una mano in tasca per sfiorare e tastare i testicoli, quel tanto che basta per esorcizzare l’ultimo anatema, (Stammi bene!), lanciato dalla stronza.
- - Se
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+ commenti + 3 commenti

Anonimo
1 giugno 2012 04:06

ho appena scoperto questo blog mentre cercavo una cazzata sui griffin. scrivi molto bene anche se ogni tanto ti sfugge qualche errore di quelli che segnalano le maestre d'italiano (tipo apposto invece che a posto). è un piacere leggerti. peccato che scrivi pochissimo.

17 giugno 2012 23:43

Ti ringrazio del commento. In effetti ero uno di quelli "il bambino e' bravo ma potrebbe applicarsi di più"...

Anonimo
26 luglio 2012 13:09

Ale grazie per avermi fatto sentire meglio... ci voleva in pausa pranzo... ogni tanto mi ricordo del tuo blog... ogni tanto tu scrivi... così siamo a tempo!!!
Una "bambina brava che potrebbe applicarsi di più" alias Silvia (di Christian!)

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