Il commesso

Non si finisce mai di imparare, imparare quanto si è odiosamente stupidi.
Ieri sono andato alla Feltrinelli, per consumare il mio bonus di 30 euro in un paio di libri che da un pò di tempo volevo comprare. Come mi capita spesso, una volta entrato in quella Babele, mi dimentico l'autore e il titolo di entrambi. In realtà più che dimenticarmi queste cose mi capita che mi spariscano completamente dalla testa quando mi servono, per poi rispuntare improvvisamente quando ormai ho comprato altro.
Mi giro un attimo e vedo Dialma che stringe tra le mani uno di questi due libri e dice solo: "mi ispira, a te?". Io penso che queste sono le cose belle della vita, e mi rimbalza per la testa un verso di un'inflazionatissima canzone di Cocciante.
La fortuna è dalla mia. Decido che devo trovare anche l'altro titolo.
Vado dal commesso con il cartellino attaccato, sul quale potrebbe esserci tranquillamente scritto "stronzo chi legge", tanto non lo leggerò mai, perchè non mi interessa niente del suo nome, nè della sua vita, solo del mio libro, il resto è merda.
Lo studio un attimo mentre svuota uno scatolone pieno di Paolo Giordano, mi viene in mente la commessa del supermercato sotto casa che riempie gli scaffali di Loacker, mi convinco che non sarà in grado di aiutarmi, ma vado.
"Senti, probabilmente non saprai aiutarmi -si ho detto proprio saprai, come se il mio non sapere implicasse necessariamente anche il suo-, sto cercando un libro di quell'autore americano che si è suicidato qualche giorno fa".
A questo punto lui dice: "David Wallace, ti faccio vedere quello che abbiamo". Lo seguo sentendomi un idiota, soprattutto perchè mentre mi parlava non ho visto nei suoi occhi l'orgasmo multiplo provocato dal dimostrare ad un arrogante cliente come me che su quel cartellino c'è scritto "sei stronzo, anche se non leggi".

Per la cronaca i due libri che ho preso sono:
-Il bar delle grandi speranze, di J. R. Moehringer.
-Oblio, di David Foster Wallace (di cui difficilmente dimenticherò ancora il nome).
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+ commenti + 6 commenti

alessandro ferro
26 settembre 2008 12:46

che bello sentirti usare la parola "necessariamente"!Mi da soddisfazione!:)

26 settembre 2008 13:06

Infatti l'ho usata per te...

26 settembre 2008 13:53

Mio padre mi dice sempre "non sopravvalutare mai gli altri".
Ha ragione. Ma questo consiglio non vale sempre.
A presto Ale :-)

dema
26 settembre 2008 15:06

mi compiaccio per il commesso feltrinelli, ma non sapere che è morto wallace per uno che lavora alla feltrinelli sarebbe grave. in primo luogo come persona, uno legge i giornali e non può non sapere della morte dell'autore. In secondo, come commesso, mi immagino quante persone siano andate a fargli la stessa domanda. Coome sai, anche la morte pubblicizza.La parte di questo post relativa alla tua ragazza l'ho trovata molto più interessante...il brex, voto 8: fortunato.

lozibbo
29 settembre 2008 18:20

Comunque.
Sei stronzo anche se non leggi...

questa è una chicca davvero da annotarsi.

Per il resto non so.. sono appena tornato da un weekend a Madrid con la mia dolcissima metà..e l'acidità da rientro mi ha preso male..
ergo, chissene, l'unico Wallace che merita e William, quello che aveva la faccia bianca e blu e mostrava il culo agli inglesi.

Libertà.

22 ottobre 2008 22:38

e il verso di cocciante?concordo con il dema che il capitolo amore era il più interessante...quasi più dei loaker alle 10 di sera sul divano..
..con la tua donna c'è una affinità intellettuale...potrebbe essere un capitolo interessante dopo la lucrosa affinità con il commesso..magari laureato anche lui.NON C'E' DIFFERENZA CON O SENZA TARGHETTA

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