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Silvietto mi ha letto

Avete visto? Sentito? Berlusconi dopo aver letto Hofattotardi (il post precedente) ha detto, durante il discorso davanti ai suoi onorevoli colleghi, rivolto al "principale esponente del partito a lui avverso", che un dialogo con l'opposizione per il bene del Paese "si può fare". E io che credevo che questo blog fosse poco frequentato e soprattutto da sporchi comunisti!
 

Se pò fà ma nun sè fatta

Io non ho detto niente. Ma non perchè non ci fosse nulla da dire, ma perchè non avrei saputo dirlo tanto bene. Nel senso che spigare la sconfitta del PD, e la batosta della sinistra radicale , è facile fino ad un certo punto. Diciamo che il problema sta nel fatto che è tutto andato come doveva andare, si diceva che il Pdl avrebbe vinto con un'ampia maggioranza e così è stato, che gli italiani avrebbero punito la sinistra tassatrice e importa clandestini e così è stato, solo che a dire il vero nel carro, che oggi è quello dei vincitori, ci si toccava, e nemmeno tanto di nascosto, le palle quando si sentivano questi discorsi, perchè in fondo quel "Si può fare" aveva turbato più di qualcuno nell'ambiente, nel senso: " vuoi che sti stronzi ci credano davvero!? non vorrai mica che ci ritroviamo con uno sputo di senatori in più e non riusciamo a governare?". Quindi nulla di strano se per i palazzi e tra la gente i Pdl-liani (Pidielliani, vediamo se sto termine fa presa e finisco sul vocabolario della Crusca) giravano sorridenti ma con una mano in tasca. Alla fine però tutto bene, si è potuto dire che "se ai cittadini viene data la possibilità di avere le idee chiare, la legge elettorale va bene", quindi si è salvato il Porcellum e in fondo al foglio protocollo si è potuto scrivere Cdv. E' chiaro che c'è molto di più nella pesante sconfitta di super W. V. , ed è per questo che vi consiglio di dedicare 10 minuti del vostro tempo al video qui sotto. Sarà illuminante per tutti i delusi e non di queste elezioni, e per gli osservatori della res publica in genere. In pochi minuti ci sono tutti i perchè! I perchè dal basso che avevano illuso più di qualcuno e fatto urlare "Se pò fà".

Lui è Zoro al secolo Diego Bianchi, blogger e molto altro non che sostenitore del Pd. E' stato anche ospite a Matrix dove hanno proposto questo video.

 

Tag generation

Una volta c'erano i metallari, i paninari, gli hippy e quant'altro, oggi c'è di tutto un pò. Chi si veste da rappettaro, chi da fighetto, da dandy e chi più ne ha più ne metta. Tutto lecito per carità. Il problema è dei posteri. Che nome daranno alla nostra generazione? Qualcuno l'ha provata a chiamare la generazione di internet, altri del computer, altri ancora del Grande Fratello, delle veline e calciatori. Insomma una e più generazioni vicine che sembrano avere molte più identità di quelle che riuscivano a vestire in passato, anche perchè in questo caso nessuna sembra escludere categoricamente l'altra. Allora perchè non chiamarla Generazione Tag o Tag Generation, che fa più figo, dato che siamo anche quelli che per dire facciamo una riunione diciamo meeting, oppure in azienda parliamo di break even, insomma siamo quelli che devono per forza parlare come mangia qualcun altro.
Siamo la Generazione Tag, Etichetta, nel senso che qualsiasi potrebbe andare bene e non è definitiva, la possiamo cambiare, integrare o rinnegare quando ci pare. Noi possiamo avere tutto e diventare tutto, ce lo ripetono in continuazione, da quando siamo nati e da quando siamo diventati dei consumatori ( E' tutto in torno a te). In parte è vero. Tutti ad esempio possono laurearsi, i costi italiani lo permettono e l'incompetenza delle riforme scolastiche unita al pressapochismo nel giudicare di molti professori pure. Ogni anno insieme a persone preparatissime in Italia si sfornano migliaia di diplomati e laureati caproni, ignoranti e arroganti che pretendono un ruolo adeguato per il loro titolo di studio, non per il loro livello di preparazione. Il problema è delle etichette? Forse si. Se ce ne mettiamo troppe, e se ci facciamo convincere che le possiamo indossare tutte o che possiamo in un momento cambiare la nostra condizione, finisce che finiremo per crederci davvero. A quel punto tutti pretenderanno di più ma senza fare nulla di concreto per ottenerlo, le scuole continueranno a sfornare imbecilli che cozzeranno con i preparati sul posto di lavoro, la classe politica continuerà ad essere la stessa perchè dovrà solo preoccuparsi di buttare un pò di mangime nel pollaio e la premiata ditta Mora-Corona avrà carne e anime sempre più fresche da macellare. Per favore svegliatemi. W i paninari.
 

A proposito di ritorni e partenze

Sto leggendo un libro, che è una raccolta di articoli di Pino Cacucci, giramondo scrittore , traduttore e sceneggiatore (ha curato la sceneggiatura del film Puerto Escondido), tra le tante frasi e descrizioni leggere che con rara bravura riescono a trasportarti in un luogo, una in particolare mi ha colpito, quella relativa ad una riflessione su un ritorno a casa, dopo un lungo periodo di "latitanza".
Mi sembra che calzi molto con gli umori del post precedente:
"Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove."

P.S. Il libro si intitola "Un pò per amore, un pò per rabbia" è edito da Feltrinelli e costa 18 euro, ma se volete solo leggere questa frase non serve che lo compriate perchè è scritta sul retro...
 

Il ritorno in patria

Sono a Pordenone, questo significa che non mi hanno ancora allacciato internet a Roma, ma che posso finalmente in questi giorni aggiornare il blog per la felicità del Dema.
Ora non mi dilungo perchè sto aspettando Mariutti e il Marzu per andare a bere un "tajut" in sagra a Casarsa, visto che è l'ultima sera e fanno i fuochi.
Comunque si sta proprio bene a casa, solo il fatto di poter raggiungere ogni luogo senza dover prendere tremila mezzi pubblici e perdere un' ora mi rilassa un casino, poi però è anche bello poter ripartire tanto per ridire "che bene che si sta a casa". Viva.
Mi alletterebbe andare a trovare il mio amico Dema a Prigi ma non ho una lira, per cui se volete aiutarmi in questa impresa contattatemi e vi lascerò il numero della mia poste pay per farmi una donazione. Si accettano versamenti a partire da 100 euro in su, in caso di mancato raggiungimento della cifra necessaria al viaggio i soldi raccolti saranno devoluti all'associazione Amici Di Alessandro che si occupa di mantenere i Bar della provincia pordenonese.
 

Tiscali No Problem

No problem perchè ad aspettare internet sei tu e non loro. In teoria le comunicazioni riprenderanno intorno al 30 aprile. So per certo che sarà dura resistere ma ho fiducia in voi!!!
 

Hofattotardi Made in China


La prova sta tutta nell'immagine, che però dovete clikkare per vedere bene. Hofattotardi è arrivato in Cina. In realtà è Mariutti che è arrivato in oriente e ha esportato il made in Italy di questo blog.
Mario mi raccomando torna con qualche figata cinese per tutti noi!!!
Appena torni poi ti aspetto a Roma in una casa che può definirsi tale!

P.S. Mi hanno detto che oltre alle elezioni, per andare in Cina, Mario ha perso addirittura il compleanno di Mr. Claudio T. (sarebbe più opportuno chiamarlo rave e non compleanno), o sta invecchiando o qua gatta ci cova....Mario esigiamo spiegazoni...
 

I'm trasloking

Allora diciamo che questo blog va un pò a rilento perchè sto traslocando, per scappare dal bunker che quasi tutti avete visitato, chi dal vivo e chi via internet ( Mr. Claudio T.), ma credo nessuno dall'esterno, cioè dall'unico spiraglio che gli permette di comunicare con il mondo e quindi ve lo propongo io in questa bella immagine a sinistra. Naturalmente la finestra non è quella aperta sopra la mia testa ma quella ad altezza piedi...

E vi starete domandando, ma come si fa a lasciare un simile paradiso? Che incredibile casa avrà trovato Ale per abbandonare quella reggia? Bene presto detto anche questo, in anteprima a destra una foto dell'esterno. Per la visone dell'interno dovrete attendere che sistemi tutti gli scatoloni o più semplicemente dovrete venirmi a trovare. E questa volta non sarete costretti a dormire sotto terra, provando un'esperienza "post mortem", ma in una vera casa. Le finestre sono quelle centrali, sopra quella dove vedete il terrazzo per capirci, sono le due grandi e quella piccola del bagno. A proposito del bagno, se tra di voi ci sono amanti del bidet, ma so che sono veramente pochi, nella casa nuova lo potete trovare.
Come zona è sempre la stessa, siamo avanzati di 500 metri.

P.S. Il trasloco è stato davvero faticoso, ma fortunatamente alla Stazione Termini sono riuscito ad arruolare due baldi giovani a poco, che si sono occupati delle cose più pesanti. Eccoli qui sotto mentre portano le ultime cose.

 
 
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